Lo stato di idratazione riflette l’equilibrio tra l’assunzione e la perdita di acqua. L’assunzione di acqua include, approssimativamente, il 20% del contributo di acqua da cibi solidi e l’80% del contributo di acqua da bevande e acqua potabile. Ne consegue che l’assunzione di acqua, sebbene principalmente guidata dalla sete, dipende da una varietà di fattori come le abitudini e le preferenze alimentari e di bevande o la disponibilità di cibi e bevande. La perdita di acqua consiste principalmente nell’escrezione di acqua nelle urine, nell’acqua respiratoria, nelle feci e nel sudore. Poiché il contributo del sudore alla perdita di acqua è maggiore in una persona fisicamente attiva e nella stagione calda, la perdita di acqua è influenzata dai livelli di attività fisica e dalla stagione. Pertanto, la perdita di acqua è molto variabile, anche negli individui sani, a seconda dello stile di vita dell’individuo e delle condizioni ambientali o della posizione geografica.
La valutazione dello stato di idratazione, in condizioni di vita libera o in condizioni speciali come in caso di malattia o in ambiente lavorativo, è di inequivocabile importanza per la salute. Questo perché la disidratazione è collegata a una riduzione delle prestazioni fisiche e cognitive o a una malattia.
L’Acqua pertanto rappresenta in assoluto l’alimento liquido per eccellenza, essenziale per una corretta idratazione, indicata alla base della Dieta mediterranea, prima ancora degli alimenti “solidi”. In questa particolare, e spesso poco considerata, sezione si inseriscono le bevande quali tisane, tè e caffè, succhi ed estratti in grado di contribuire al mantenimento del corretto equilibrio idrico-salino corporeo, apportando ulteriori sostanze e nutrienti in grado di supportare l’organismo nelle sue altre funzioni. La caffeina, un alcaloide stimolante contenuta nel tè e nel caffè, è una sostanza eccitante in grado di migliorare i livelli di concentrazione, stimolare la memoria e migliorare le prestazioni fisiche grazie all’azione diretta sull’apparato cardio-circolatorio e sul sistema nervoso, il cui consumo però deve essere moderato per via di possibili intossicazioni a causa del suo abuso, frequente negli stili di vita occidentali, mentre se ne sconsiglia l’assunzione in gravidanza. Zuccheri semplici, come glucosio e fruttosio, sono contenuti negli estratti e succhi di frutta, insieme ad una serie di minerali e vitamine, e fibre in porzioni minori.
Discorso particolare va riservato per le bevande che contengono alcol etilico, quali vino, birra, sidro e idromele, tra quelle fermentate, insieme ai distillati ed ai liquori. Sono sempre crescenti le evidenze che certificano l’azione tossica e cancerogena dell’etanolo, pertanto le bevande che lo contengono sono fortemente sconsigliate. Il vino, da sempre considerato un pilastro della dieta mediterranea, pur conservando il suo ruolo in termini storici e culturali, a fronte delle nuove e crescenti evidenze, in ossequio alle reali evoluzioni degli stili di vita della popolazione, viene considerato un fattore di rischio importante per le patologie del fegato, depressione e disturbi mentali e causa di cancro.
Una Dieta Mediterranea sana ed equilibrata si fonda pertanto sul consumo di acqua oligominerale naturale, succhi, spremute ed estratti, tè e caffè senza eccessi.
